giovedì 28 luglio 2011
sabato 18 giugno 2011
Aspetta
Mi capitava di incontrare qualcuno che mi sussurrava all'orecchio di persone indignate per le parole scritte su questo blog,sui (presunti) attacchi alla moralità dello Stato e alla correttezza dei contenuti.
Non potendo rispondere a voce mi permetto e mi ripermetto di controbattere le accuse ingiuste e qualunquiste che sono uscite fuori dalle menti di alcune persone.
Questo blog è un sistema di comunicazione che permette all'associazione Murati Vivi di espellere un pò di malcontento e speranza,lontana, di qualche ragazzo non più stupido e un pò incazzato.
Nessuno,qui,si è permesso di offendere le istituzioni,bensì' questo blog trascrive punti di vista diversi (e non sicuramente giusti) su questioni che riguardano il futuro e la vita, che ogni persona ha il diritto di proteggere.
Proteggiamo i nostri futuri figli,proteggiamo il paese,proteggiamo anche chi si definisce al di fuori della protesta.
Ciò che mi delude profondamente è accorgermi di gente che vede sempre le parole di chi protesta con antagonismo,come se chi suda per i propri diritti è un distruttore,uno pericoloso.
La nostra protesta parla di cose reali.
Quando parliamo di veleni,di degrado di uranio e di ethernit vogliamo solo narrarvi con serietà cose che esistono e che possono davvero incidere sulla salute e sulla serenità contenute nella vita di una persona.
Mi accorgo che oggi è molto comodo non fare niente,limitarsi a guardare qualcosa che non funziona,rimanere fermi e terrorizzati davanti alla grandezza del problema.
Qui si parla di paesi condannati al degrado a colpa dello stato,troppo impegnato,che lascia in mano le decisioni a persone che continuano a non accorgersi del danno che provoca questo immobilismo istituzionale e sociale.
Con un'affermazione del genere non minaccio i principi morali di un paese,come alcuni credono,bensi' segnalo un malfunzionamento che provoca conseguenze non trascurabili a carico dei cittadini.
Quindi non ci fermiamo alle solite cupe definizioni,per qualche secondo guardate davanti a casa vostra,fermatevi a pensare che poi questa protesta non è del tutto sbagliata e che non va confusa con il pensiero dei singoli soggetti che fomrano un gruppo ma,va percepita come un miglioramento e una salvaguardia della vita propria e delle future generazioni.
I Murati Vivi l'unica cosa che vogliono distruggere e quel cristo santo di muro.
Vogliono distruggerlo per costruire qualcosa di concreto,quindi mettete da parte i discorsi inopportuni,scendete per strada e iniziate a fare casino per il vostro paese.
Non potendo rispondere a voce mi permetto e mi ripermetto di controbattere le accuse ingiuste e qualunquiste che sono uscite fuori dalle menti di alcune persone.
Questo blog è un sistema di comunicazione che permette all'associazione Murati Vivi di espellere un pò di malcontento e speranza,lontana, di qualche ragazzo non più stupido e un pò incazzato.
Nessuno,qui,si è permesso di offendere le istituzioni,bensì' questo blog trascrive punti di vista diversi (e non sicuramente giusti) su questioni che riguardano il futuro e la vita, che ogni persona ha il diritto di proteggere.
Proteggiamo i nostri futuri figli,proteggiamo il paese,proteggiamo anche chi si definisce al di fuori della protesta.
Ciò che mi delude profondamente è accorgermi di gente che vede sempre le parole di chi protesta con antagonismo,come se chi suda per i propri diritti è un distruttore,uno pericoloso.
La nostra protesta parla di cose reali.
Quando parliamo di veleni,di degrado di uranio e di ethernit vogliamo solo narrarvi con serietà cose che esistono e che possono davvero incidere sulla salute e sulla serenità contenute nella vita di una persona.
Mi accorgo che oggi è molto comodo non fare niente,limitarsi a guardare qualcosa che non funziona,rimanere fermi e terrorizzati davanti alla grandezza del problema.
Qui si parla di paesi condannati al degrado a colpa dello stato,troppo impegnato,che lascia in mano le decisioni a persone che continuano a non accorgersi del danno che provoca questo immobilismo istituzionale e sociale.
Con un'affermazione del genere non minaccio i principi morali di un paese,come alcuni credono,bensi' segnalo un malfunzionamento che provoca conseguenze non trascurabili a carico dei cittadini.
Quindi non ci fermiamo alle solite cupe definizioni,per qualche secondo guardate davanti a casa vostra,fermatevi a pensare che poi questa protesta non è del tutto sbagliata e che non va confusa con il pensiero dei singoli soggetti che fomrano un gruppo ma,va percepita come un miglioramento e una salvaguardia della vita propria e delle future generazioni.
I Murati Vivi l'unica cosa che vogliono distruggere e quel cristo santo di muro.
Vogliono distruggerlo per costruire qualcosa di concreto,quindi mettete da parte i discorsi inopportuni,scendete per strada e iniziate a fare casino per il vostro paese.
mercoledì 11 maggio 2011
Qualasiasi cosa.
Perché bisogna esserci?
Ultimamente è entrato un sommergibile in Arsenale che necessitava rifornimento di idrogeno,questa operazione è considerata molto pericolosa per l'alta infiammabilità dell'idrogeno liquido.
Non scenderò in questioni scientifiche,non ne ho la competenza,però posso dirvi che tale operazione richiede un perimetro di sicurezza che va dai 4Km ai 7Km,ossia,per la pericolosità dell'operazione ogni persona dovrà essere evacuata al di fuori del perimetro di sicurezza.
Un cantiere civile nel golfo rifiuta l'operazione di bunkeraggio vista la pericolosità delle operazioni e dove andrà il nostro sofisticato sommergibile a fare rifornimento?
Che domande...in Arsenale!
Con la convinzione che il muro possa salvare il mondo intero,i grandi capi,faranno entrare il sommergibile,evaqueranno le caserme e i civili nella zona e alle popolazioni a cento metri aldilà del muro non dirà niente.
Cristo salvi i non peccatori.
Questa non è la Bibbia.
E' la realtà.
Murati di fatto e murati di ricatto bisogna esserci perchè la questione del muro rimane un'offesa alle vostre vite alle vostre esperienze.
Bisogna esserci perchè chi sta gestendo la vostra vita e quella dei vostri figli continua a dimenticarsi di quel cazzo di muro,di quelle cazzo di zone putride e di tutti i loschi sotterfugi.
Allora per quale motivo dobbiamo permettere questo?perchè dobbiamo impigrirci e guardare che insozzano la salute e la vita del paese o se minacciano con gli abbassa-bandiera e la ronda che controlla qualche povero sfigato che cammina sotto il muro.
Bisogna esserci perchè non è corretto verso i principi di una persona.
Una persona che ammira davanti a casa solo spazio inutilizzato,un muro,un autobus che passa,un radar che gira e un generatore che di notte non fa sconti.
Il paese è morto,è rimasta solo l'ombra.
Quindi riempitevi di voglia e di rabbia verso tutto questo ricatto,impegnatevi e partecipate per rispetto verso la vostra dignità,sentitevi in diritto di rivendicare una possibilità migliore.
Bisogna esserci per impedire che qualcuno decida al posto vostro su qualche soluzione puzzolente.
Come l'ammiraglio che ci da il benvenuto distruggendo la speranza di liberarci di tutti i veleni che sono stati depositati in campo ferro.
Non vi sentite offesi?derubati?
Non è ora di mettere da parte le politiche di indifferenza e iniziarsi a preoccupare per cose più concrete come la vita di vostro figlio o la vostra tiroide?per il degrado a cui va incontro Marola?e infine per lo staccarsi, con il tempo,dall'identità che lega Marola al Mare?
Muovetevi,alzatevi,pensate,scrivete,create,aiutate,sognate.
Qualsiasi cosa.
Qualsiasi dimostrazione di sentirsi in dovere di aiutare Marola e i paesi limitrofi.
Ultimamente è entrato un sommergibile in Arsenale che necessitava rifornimento di idrogeno,questa operazione è considerata molto pericolosa per l'alta infiammabilità dell'idrogeno liquido.
Non scenderò in questioni scientifiche,non ne ho la competenza,però posso dirvi che tale operazione richiede un perimetro di sicurezza che va dai 4Km ai 7Km,ossia,per la pericolosità dell'operazione ogni persona dovrà essere evacuata al di fuori del perimetro di sicurezza.
Un cantiere civile nel golfo rifiuta l'operazione di bunkeraggio vista la pericolosità delle operazioni e dove andrà il nostro sofisticato sommergibile a fare rifornimento?
Che domande...in Arsenale!
Con la convinzione che il muro possa salvare il mondo intero,i grandi capi,faranno entrare il sommergibile,evaqueranno le caserme e i civili nella zona e alle popolazioni a cento metri aldilà del muro non dirà niente.
Cristo salvi i non peccatori.
Questa non è la Bibbia.
E' la realtà.
Murati di fatto e murati di ricatto bisogna esserci perchè la questione del muro rimane un'offesa alle vostre vite alle vostre esperienze.
Bisogna esserci perchè chi sta gestendo la vostra vita e quella dei vostri figli continua a dimenticarsi di quel cazzo di muro,di quelle cazzo di zone putride e di tutti i loschi sotterfugi.
Allora per quale motivo dobbiamo permettere questo?perchè dobbiamo impigrirci e guardare che insozzano la salute e la vita del paese o se minacciano con gli abbassa-bandiera e la ronda che controlla qualche povero sfigato che cammina sotto il muro.
Bisogna esserci perchè non è corretto verso i principi di una persona.
Una persona che ammira davanti a casa solo spazio inutilizzato,un muro,un autobus che passa,un radar che gira e un generatore che di notte non fa sconti.
Il paese è morto,è rimasta solo l'ombra.
Quindi riempitevi di voglia e di rabbia verso tutto questo ricatto,impegnatevi e partecipate per rispetto verso la vostra dignità,sentitevi in diritto di rivendicare una possibilità migliore.
Bisogna esserci per impedire che qualcuno decida al posto vostro su qualche soluzione puzzolente.
Come l'ammiraglio che ci da il benvenuto distruggendo la speranza di liberarci di tutti i veleni che sono stati depositati in campo ferro.
Non vi sentite offesi?derubati?
Non è ora di mettere da parte le politiche di indifferenza e iniziarsi a preoccupare per cose più concrete come la vita di vostro figlio o la vostra tiroide?per il degrado a cui va incontro Marola?e infine per lo staccarsi, con il tempo,dall'identità che lega Marola al Mare?
Muovetevi,alzatevi,pensate,scrivete,create,aiutate,sognate.
Qualsiasi cosa.
Qualsiasi dimostrazione di sentirsi in dovere di aiutare Marola e i paesi limitrofi.
venerdì 1 aprile 2011
ammiraglic park
A Spezia c'è stato il cambio di ammiraglio. Non è chiaro perché si debba fare una cerimonia con tanto di spade e gesti goffi, sarà una qualche strana usanza. Se non ci stupiscono i riti tribali nelle foreste più sperdute, questo ci lascia un po' basiti perché va proprio a comporre quel quadro di forma ed esteriorità senza sostanza che al giorno d'oggi non è più sopportabile.
Nessuno pensava che col cambio della guardia giungesse un vento nuovo, di rinnovamento, di apertura: è cosa impossibile, finché gli ammiragli giungeranno direttamente dal giurassico.
Dobbiamo capire che si tratta di un mondo diverso, un mondo dove esistono ordini e non spiegazioni. Quindi se il capo di stato maggiore Branciforte ci dice che per la questione delle aree militari dismissibili c'è tempo, non ci dirà mai perché, come, quando, in che senso "c'è tempo". L'affermazione rimarrà così, tanto perentoria quanto inspiegata, basata chissà su cosa. "c'è tempo".
Un po' diverso per chi alla Spezia ci vive, con tutti i problemi che la presenza della marina militare, così com'è oggi, comporta.
Ma questa è un'altra cosa che dobbiamo capire: quello degli ammiragli è un mondo a parte, chiuso, deve essere molto difficile per loro concepire il loro universo in connessione con una realtà esterna... se per loro c'è tempo, c'è tempo. Punto. Dovrebbero valutare qualcosa all'infuori della marina? I cittadini, chi?
E come dobbiamo interpretare le affermazioni dell'ammiraglio Campregher che vuole che i rapporti tra città e marina migliorino sempre più e poi sostiene che la questione a campo in ferro si può risolvere con una bella colata di cemento?
Verrebbe da pensare: e hai proprio iniziato col piede giusto i rapporti con la città!
Ma dobbiamo capire, il cemento per certe generazioni è bello! E i rifiuti basta ignorarli, non vederli. È lo struzzo che ficca la testa sottoterra, è il vecchio trucco della polvere sotto il tappeto, che in salotto funziona alla grande. . Altroché bonifiche dispendiose. Niente esperti di ambiente, di inquinamento. Niente think tank che sviluppino soluzioni nuove, all'avanguardia. Perché spendere e pulire quando la scappatoia è a portata di betoniera? E cosa volete che sia una colata di cemento in questo golfo? Ce n'è già tanto! Se non si pensa mai ai cittadini, non si pensa neanche alla loro salute. E "ambiente" diventa una parola con altri significati, tipo "che bell'ambiente c'è al circolo ufficiali".
In questo loro mondo, tutto ha un suo senso... se non ci si pone domande.
Ed ecco l'ultimo punto che dobbiamo comprendere: oltre il muraglione invalicabile non si fanno domande. Non esistono. A che servirebbero se non esistono spiegazioni?
Solo così si può cercare di spiegare perché nel nostro golfo ci sono paesi strangolati dalla presenza miltare, violentati nella propria storia e privati di un futuro, perché intere aree che sarebbero ricchezza e sviluppo per il territorio sono lasciate in abbandono, perché edifici storici in mano alla marina stanno crollando a pezzi mentre gli stabilimenti balneari della marina sulle nostre coste sono curati e manutenuti.
Basterà introdurre in questa mentalità desueta i rivoluzionari concetti di "spiegazione" "coscienza dell'altro" e "domanda" o dovremo attendere invece che il cambio di ammiraglio, il cambio generazionale ai vertici della marina? Vedremo, l'anno che verrà. Visto che il nuovo acquisto andrà già in pensione. Un anno non basta a risolvere i problemi, ma forse per peggiorarli è più che sufficiente.
E.A.
martedì 1 febbraio 2011
La grande Abbuffata
La grande abbuffata.è un titolo,un titolo che da noia,disturba,fa pensare al grasso che cola dal maiale,fa pensare alla tavola imbandita,sporca,piena di pezzi di pane sparsi qua e la,la grande abbuffata è una grande abbuffata.
Ci troviamo ogni volta qui a discutere,a espellere la malinconia dettata da qualche articolo un pò vero e un pò falso,malinconia dettata dai grandi imprenditori che decidono,studiano e sperimentano il nuovo futuro all'interno dell'arsenale,un futuro fatto e strafatto di società,di aziende e di personaggi oscuri,di progetti che ogni giorno cambiano e che ogni settimana scompaiono.
L'arsenale è il campo di battaglia,attuale,tra la popolazione cosparsa di scuse e gli imprenditori,ricolmi,di soluzioni,di distretti tecnologici,di collaborazioni fittizie e infine di discorsi,ma realmente parlando dove stiamo andando?che futuro dovrà guardare il cittadino?
Andiamo per ordine,analizziamo un recente articolo in cui l'ammiraglio San Paoli discute in maniera minimale la questione dei Marolini,dove parla,con orgoglio,dello spazio concesso alla popolazione per ormeggiare le barche da diporto.
Caro ammiraglio,noi le voliamo bene,nessuno ha mai detto che lei è un ospite sgradito,anzi,a noi ci pare che quelli sgraditi sono i veri abitanti del territorio,quelli che hanno due occhi due braccia e dei polmoni,quelli che con modestia la ringraziano del pseudo porticciolo,anche se sono senza barca,quelli che alla notte devono mettersi i tappi nelle orecchie per i generatori delle navi,insomma gli unici che avrebbero il diritto di dire ''noi non siamo ospiti''.
San Paoli noi le voliamo bene anche quando afferma che dentro all'arsenale lavorano 6300 persone,spero solo che non ha definito essenziali per la produttività della base anche gli alberi,gli uccellini e i ghigioni.
Da quando i murati vivi hanno dato fastidio le aree davanti a Marola sono diventate utilizzatissime (all'apparenza),luci nei magazzini,macchine parcheggiate,materiale che si muove di qua e di là,insomma il sistema ''diamoci da fare altrimenti facciamo una figuraccia''è stato avviato.
Ricordiamo anche che l'ammiraglio afferma che non ci sono mai stati problemi all'interno della base a riguardo l'accesso dei cittadini di Marola......a parte le volte che qualcuno è rimasto chiuso dentro?ed è dovuto uscire dalla porta principale in piazza chiodo?...a parte le volte che la chiusura del cancello è stata anticipata?a parte le volte che si realizza nel nostro minuscolo cervello che lo spazio a mare da lei citato non è la soluzione ai problemi dei marolini,ossia i veri proprietari?a parte tutto,è vero,a questi punti poteva anche affermare che ogni guardia regala 100 euro alle persone che entrano,a parte tutto...
L'altro argomento,che mi preme affrontare è al questione POLO TECNOLOGICO, mi fa paura questa parola,sembra quasi che da domani dart fener di guerre stellari viene ad aggiustare l'incrociatore intergalattico a spezia,non mi fa paura per dart fener,c'è di peggio,piuttosto mi preoccupa sapere quali saranno le aziende dalle sigle bellissime che entreranno a far parte di questo progetto,tutte legate da un filo di lana,tutte in accordo per prendersi il pezzo che gli spetta,tutte in attesa che mamma AP le incolli,tutte pronte a costruire materiali ultra tecnologici...ma poi,...tirando le somme....chi ci guadagna realmente a ristrutturare l'incrociatore di dart fener?il cittadino o i grandi capi dalla faccia serena?
Basta fare un pò di ricerche e appurare che,sotto,si sta muovendo il finimondo,aziende su aziende mezze militari e civili,scambi tra personaggi ''amici'',poltrone ,favori e chi più ne ha più ne metta,di soldi e di interessi,si intende.
Leggendo qua e là vengono fuori miliardi di dubbi su chi gestisce la questione,dubbi sulle istituzioni che sembrano far parte della setta,sui partiti che ci applaudono e chiedono il numero delle firme che abbiamo raccolto e infine sui sindacati che non rispettano e non valutano le richieste dei cittadini.
Siamo delusi,noi ragazzi,siamo delusi dai troppi cambiamenti di fronte,dalle sconfitte morali nel vedere la poca considerazione dei giornali cartcei,che non scrivono,non puliscono la realtà e non si impegnano per dare l'opportunità al cittadino di essere informato sulle cose vere,non su quello che vogliono sia vero.
I murati Vivi sono vivi grazie alla gente che li ascolta,grazie alle associazioni che li sprona e grazie a loro stessi perchè la voglia di continuare è tanta,non abbiamo bisogno che i quotidiani scrivano articoli bellissimi,seri, pieni di informazioni e statistiche,dati su dati,no,noi abbiamo constatato che i giornali da ''Bar'' non sono indipendenti e a loro dei cittadini non gli frega niente.
Loro hanno Paura.
Non divaghiamo,parliamo ancora dello Zio Dart e del suo bellissimo incrociatore intergalattico,del polo tecnologico che sembra la soluzione finale al problema della fame nel mondo,parliamone,spiegateci invece cosa vuol dire,da chi è formato il polo tecnologico e cosa ancora più importante il cittadino cosa ci guadagna?altra rumenta?altri Radar?altri sistemi di difesa spaziale integrata?altri Muri?
Da queste domande può sembrare che al cittadino,o meglio, ai murati vivi non gli va bene niente,lui vuole il parco,vuole il ponticello con la pianta rampicante e il vecchietto che pesca.....non è cosi'....noi non siamo piccoli ometti che criticano tutto,anzi, abbiamo la certezza di poter consigliare,tramite la partecipazione delle persone, attività più utili al cittadino e meno redditizie per i singoli,per le aziende umma umma e per gli amici del quartiere.
Voglio anche ricordare che nessuno parla più di ambiente,di responsabilità e di bonifiche,tutti sono occupati a scrivere delle bellissime prospettive di sviluppo...se cosi' si può chiamare,dei posti di lavoro che verrano creati e dell'importanza a livello estero dei prodotti ultra tecnolgici che verranno sfornati....cosa c'è di assurdo?
L'assurdità sta nel vedere l'ottima fattura di un oggetto costruito nell'arsenale e utilizzato su plutone...funziona benissimo laggiù....anche se nella zona dove è stato prodotto la vita puzza un pò acqua salmastra,puzza un pò di sconfitta sociale,puzza un pò di egoismi,di arsenico,di amianto e di marcio,speriamo che almeno dart feder sia stato ospitato in qualche albergo di ultra lusso senza fargli vedere le cose brutte,le cose raffazzonate,lo porteranno alle 5 terre o a Portovenere usando il trucchetto che si usa anche con il turista....''non vedi come è bello il nostro territorio?''.
La gente,le persone,i soggetti,i brutti i belli,gli alti i bassi chiunque deve iniziare a chiedersi di molte cose,deve lasciare andare la convinzione che tutto è perduto,che tutto viene deciso senza chiedere niente a nessuno.qui non esiste politica o partiti si tratta del futuro dei vostri bambini che magari andranno a lavorare nel polo tecnologico,non c'è dubbio,ma chi si occuperà invece della loro tristezza?chi si occuperà della loro salute?
Buttateci un pò di buon cuore sulla questione e non fatevi fregare la vita da qualche compromesso,niente vale più della felicità di una persona,nemmeno un posto di lavoro sotto casa.
Non voglio sembrare prolisso ma visto che la gente viene disinformata bisogna dare anche la possibilità di guardare bene il pacco regalo,se fa un ticchettio strano non è un buon segno.....i murati vivi e questo umile blog è il biglietto appoggiato tra il nastro rosso e la carta da regalo,sopra c'è scritto chi ha fatto il pacco e cosa contiene,quindi,prima di aprirlo leggetelo,rischiate di scartare l'ultimo regalo....benomale che lassù c'è San Paoli,il nostro ammiraglio preferito.
P.S. Noi vogliamo bene a tutti,anche quelli che ci parlano da genitori,che si meravigliano nel vedere un movimento di giovani andare avanti per poi fare di tutto per accontentarci e farci stare zitti,anche a quelli che non ci vogliono bene perchè siamo fastidiosi alle loro faccende.
NOI NON SIAMO OSPITI,SIAMO I MURATI VIVI E SIAMO MURATI VIVI.
A.M.
A.M.
sabato 8 gennaio 2011
I giochi di palazzo
Capita certe volte che la città diventa un paese,la gente mormora,parla ciarla e vengono fuori assurde vicende farcite di infinita fantasia.
Bene,ottimo,bellissimo,ma queste storie non interessano ai murati vivi,noi siamo piuttosto preoccupati per i densi intrighi di palazzo che si attorcigliano tra gli uffici del regno.
La nostra preoccupazione nasce,principalmente,dall'immediato cambio di fronte dell'ammiraglio,che prima diceva di mettere le guardiole armate di mitraglia e poi,dopo un incontro qualsiasi,ha deciso di correre ai compromessi,perchè?
Le domande che come al solito ci poniamo crescono tra dubbi pericolosi e segreti ricoperti da una cialda croccante e caramellosa di favori o per meglio definirli,scambi,c'è qualcosa, sotto c'è puzza di marcio.
Sarà la nostra fantasia,oppure no,sarebbe brutto alzarci un giorno e vedere che la Marina,di punto in bianco,lascia le aree davanti ai nostri occhi per fare spazio a qualche golosa opportunità di speculazione o di sfruttamento.
L'unico appello che possiamo gridare con voce murata è la necessità di trasparenza nei confronti dei cittadini ed è un diritto del cittadino stesso renderlo partecipe alle decisioni che le istituzioni e i privati intendono intraprendere nelle zone in questione.
Abbiamo già ripetuto tante volte la nostra disponibilità nel trovare compromessi ragionevoli,con questo intendiamo sottolineare che non devono esistere interessi personali o strettamente economici,prima di tutto ci sono questioni più importanti quali la salute,l'ambiente e uno sviluppo razionale,senza cadere nei tranelli del castello.
Liberare le zone a terra ma mantenere il mare off-limits è come se il pasticcere iniziasse a fare i cannoli senza la crema spiegandovi ,con benevolenza, che il ripieno ha preferito tenerselo per sé,ora scusate il confronto,ma ha senso tale affermazione?che compromesso sarà mai?Noi vi diamo il terreno (da bonificare) , però continuiamo a essere padroni dello specchio acqueo che vi è di fronte perchè è di importanza strategica.
La nostra battaglia riguarda sopratutto il mare,riguarda la possibilità di toccarlo e guardarlo,pescare i granchietti carini con sette occhi,sedersi su una panchina a un metro dall'acqua,parlare,discutere e crescere senza obblighi e recinzioni che ci privano di qualsiasi contatto,con lui,con quella cosa cosi' importante che voi avete utilizzato per ''parcheggiare'' le vostre infinite navi da sbarco o le vostre bellissime fregate dal colore deprimente.
Non basta ricordare alla gente mortale che quel mare è stato infettato,sfruttato e distrutto da queste vostre politiche di occupazione non necessaria e non è un pensiero da pacifisti frichettoni fuma spinelli della domenica,noi rivendichiamo ciò che avete distrutto perchè,sicuramente,potremmo dimostrare molto più rispetto di quel famoso mare che la Marina da millenni solca e definisce sacro.
Non si vuole accusare nessuno in particolare ma,la realtà è nitida,le responsabilità un pò meno e quando alla mattina vi guardate allo specchio non vi sentite un briciolo responsabili di tante nefandezze che avete coperto?La Marina Militare non dovrebbe impegnarsi e quantomeno buttare dei soldi nel ripulire il campo ferro o nello smontare i fantaquintali di enternit che avete sparsi per l'arsenale?Utopie.
Bene,tutto questo discorso per esortarvi dal gioco delle tre carte,dove c'è quello che dà le carte e dove c'è il compare che fa finta di vincere continuamente,tutti e due in attesa del passante che si fa svuotare il portafoglio,i murati vivi non vogliono essere presi in giro perchè la loro protesta non riguarda qualcosa di poco importante,qui c'è in gioco un mucchio di sentimento,per il mare e per la gente che vi abita vicino.
giovedì 23 dicembre 2010
Le nostre aspettative minimali
In questa serata di pioggia e di articoli da fantascienza vorrei sottolineare alcuni aspetti che forse,per una questione di indifferenza,sono stati omessi o non ''calcolati''.
Fa piacere svegliarsi al mattino e leggere un giornale manovrato che lascia ampi spazi a chi ha potere e censura o accorcia i chiarimenti e le cronache di una situazione quasi irreale,noi cittadini dobbiamo stare zitti e non dobbiamo inserirci in questioni che non ci riguardano.
Mi cascano le braccia nel sentire un esponente di un partito politico definire le nostre richieste ''minimali'',parlare di speculazione e portare avanti una campagna di disinformazione atta a confondere le acque per promettere grandi cambiamenti e rivoluzioni.
Cari padroni,siamo sotto natale,uscite dalle vostre case con bella vista, prendete le vostre macchine luccicanti e fatevi un giro a Marola (a patto che sappiate dove si trova) non limitatevi a scrivere stime,numeri e progetti fittizi,venite ad ammirare la desolante realtà che uccide un paese,e non solo.
Parlate di collaborazioni,di rilanci ,di ricostruzioni e di importanze strategiche ma forse,ancora una volta, dovete essere ripresi su alcuni aspetti fondamentali:
Punto primo,Marola sta morendo,muore davanti a capannoni e vialoni vuoti,muore davanti a ex discariche da bonificare e muore perché ha un muro invalicabile che non gli permette di creare un futuro diverso,con che diritto affermate che le richieste di un gruppo di cittadini sono minimali?cosa diventa importante per voi?
Punto secondo,nelle parole dell'ammiraglio mi preme aggiungere alcune precisazioni,che forse per evitare figuracce non sono state affrontate.
La grande Marina militare è la stessa che ha permesso di scaricare immondizia in mare e in terra depositando materiale ,giusto un poco, dannoso per la salute delle persone che vi abitano vicino,occupa spazi con strutture in decadenza e non ha il minimo riguardo dell'impatto sociale,ambientale e paesaggistico,l’articolo non parla di cittadini,non parla di città non chiarisce niente se non aspetti relativamente tecnici,io capisco che la divisa,spesso,fa dimenticare l’umanità ma,questo vuol dire veramente fare finta di niente,sono fanti,sono ragazzi.
E' bello sentire parlare di collaborazioni,di dati rassicuranti e di investimenti che lo stato avrebbe permesso grazie alle nostre tasse,ma questi soldi per cosa sono stati usati?perché non avete eliminato i tetti dei capannoni in eternit ormai logorati,perché non avete ripulito le zone che avete insozzato e infine perchè continuate a parlare di rilancio economico e di riqualificazione,sperperando dati e statistiche,senza valutare le reali necessità che vi obbligano,per legge,a porre rimedio.
Siete le solite persone di cent’anni fa,pensate che far entrare un cantiere o un’attività simile possa risolvere tutte le problematiche legate al territorio,ma viene lecito chiedersi come farete a recuperare e ristrutturare tutte le strutture dell’arsenale?e le bonifiche?quale prospettiva di sviluppo portate avanti?E quanto c’è di reale in quello che affermate?basterà una bella gettata di cemento.
Grazie signor ammiraglio per l'articolo rassicurante,mi piacerebbe portarla davanti a tutte quelle persone che hanno subito,sulla propria pelle,le sue reali affermazioni e portarla a fare una passeggiata sotto il muro chiedendogli con umiltà se davvero farebbe crescere sua figlia tra il filo spinato e il pulviscolo mortale di tetti e navi in disarmo.
Nella vita,purtroppo,c'è chi è più fortunato (vedi il signor,commendatore,cavaliere dottor Gatti) e invece chi fortuna non ha perché nato in una realtà differente,non voglio divagare,ma non vi dovete permettere di liquidarci con qualche numeretto o provare a smontarci con il sistema ''posti di lavoro' ,noi bene o male subiamo le conseguenze delle vostre azioni e abbiamo tutto il diritto di controbattere e combattere le vostre visioni egoistiche.
Mi viene da ridere perchè accusate dei poveracci di speculazione,quando da che mondo è mondo,i primi a speculare su tali strutture saranno i grandi imprenditori che sono nelle schiere dei vostri partiti,avete molto coraggio e anche una fantasia incredibile.
Io a questi punto non vedo più l’arsenale militare come un base navale bensì come uno stato a parte, una San Marino con le navi da guerra (navi vabbè) dove il sovrano usa i nostri soldi per accontentare i vassalli senza ascoltare minimamente i pianti dei sudditi che nel frattempo crepano.
Voglio chiudere con una certezza,le vostre risposte negative riguardo tali aree non sono spinte da una questione di strategicità della base,esse sono prese di posizione nei nostri confronti e vi dimostrate poco intelligenti nel pensare che i vostri dispetti ci facciano rinunciare.
A.M.
martedì 21 dicembre 2010
Che Sviluppo?
Questa notte o questa mattina vorrei affrontare un argomento molto importante che tratta principalmente la tematica dello sviluppo che può venire applicato alle aree che in un futuro prossimo (si spera) possano essere liberate.
La questione è fondamentale in quanto la nostra battaglia si protrarrà anche per evitare abusi edilizi o attività invasive all’interno di tali spazi e, preoccuparsi principalmente di seguire attentamente le ipotesi di riqualificazione che potrebbero nascondere secondi fini con sviluppi dannosi alla popolazione.
Come abbiamo già ripetuto non scendiamo a compromessi per arrivare ai nostri obbiettivi,non abbiamo bisogno di cedere a mere consolazioni per ricevere un contentino o un premio di consolazione.
Siamo determinati nell’affermare che il territorio o le strutture attualmente militari dovranno essere soggette a uno sviluppo sostenibile e razionale,senza cadere nel tranello del ‘’posti di lavoro,porci comodi’’,non è questo che l’associazione murati vivi vuole ed è impossibile pensare di conquistare l’accesso al mare e poi soffocarlo con attività civili come attività di cantieristica o di sfruttamento non compatibili con le richieste dei cittadini.
Potremmo sembrare troppo esigenti ma la questione è di vitale importanza,in molti dovranno asciugarsi la bava quando gli spazi saranno (un giorno o forse mai) liberi e si avrà la possibilità di iniziare a creare la rivalorizzazione,schiere di imprenditori dal portafoglio gonfio si faranno avanti con il libretto degli assegni rivendicando il diritto di decidere,con i soldi, il futuro per le aree attualmente occupate dalla Marina.
Il cittadino deve avere un ruolo fondamentale,deve sentirsi in diritto di bocciare o protestare contro trasformazioni non chiare o immediate che si rivelerebbero ancora più negative della situazione attuale,non vogliamo arrivare al punto di dire un giorno “era meglio il muro”.
Le idee vanno condivise e deve essere il futuro imprenditore interessato a preoccuparsi di scomodare il cittadino per confrontare le proposte,non vogliamo uno sviluppo “egoistico”,non vogliamo uno sviluppo che guarda principalmente gli interessi personali o strettamente economici.
I Murati Vivi rivendicano il mare e questo sta a significare che qualsiasi persona deve avere la possibilità di arrivare al vertice dei moli e avere il mare ad un metro,non ci va di accontentarci di uno spostamento del muro regalando alla cittadinanza la parte interna delle aree,noi vogliamo toccarlo senza dover attraversare cancelli o recinzioni.
Si parla di polo tecnologico ma ritengo sia un’idea troppo generica e poco chiara,cosa significa?Un polo tecnologico come quello di Genova?Dove con l’illusione di creare uno sviluppo decisivo per la città si è finiti a combattere contro abusi edilizi e palazzine.
Credo ci sia la necessità di parlare di cose concrete senza perdersi in definizioni o parole incredibilmente belle,bisogna iniziare a sfornare idee che abbiano,soprattutto, rispetto dell’ambiente e del cittadino senza escludere la problematica paesaggistica.
Ora siamo ancora all’inizio,me ne rendo conto,ma abbiamo il sospetto che certe trattative rimangono nell’oscurità tagliando fuori non L’associazione Murati Vivi bensì i cittadini.
Stimo fantasticando su un futuro incerto,ma visti i furbetti del quartiere è meglio mettere le mani avanti e chiarire subito le nostre posizioni,siamo i Murati Vivi e non gli Scemi di turno.
lunedì 13 dicembre 2010
Una città di buon senso
La raccolta firma ha portato agli esiti sperati,avevamo paura dell'indifferenza delle persone,ci preoccupavamo della campagna confusionale che è stata portata avanti da politici e sindacalisti riguardo ai nostri obbiettivi.
E' stato gratificante per il gruppo e per le singole persone che lo compongono vedere che la gente era interessata a quello che dicevamo, a tutte le nostre spiegazioni balbettate di giovani inesperti nell'arte dell'oratoria,abbiamo avuto tanto coraggio e ci siamo impegnati a fondo per condurre una raccolta firme efficace e non obsoleta.
In un fine settimana gelido di dicembre siamo riusciti a consegnare cinquemila volantini e a raccogliere quasi mille firme e, siamo consapevoli di questa grande risposta che ha reso dei ragazzi normali i protagonisti di una speranza di cambiamento, non solo economico, ma anche sociale,siamo importanti come i grandi partiti o i politici che li governano,questo è un risultato che non ci aspettavamo.
Vi abbiamo fermato mentre frettolosamente facevate qualcosa,abbiamo cercato di parlarvi di spiegarvi la nostra situazione e di imprimervi per un secondo le speranze che portiamo dietro ai nostri discorsi,spesso, liquidati con indifferenza e risposte ingiuste che non hanno placato i nostri animi infreddoliti.
Un semplice gazebo si è trasformato in un ''incontro'' ed è stato bellissimo vedere come l'interesse di tanti cittadini è stato stuzzicato dalle nostre parole,dalla necessità di confessarvi il disagio che proviamo nel guardare un muro ricoperto da filo spinato.
Grazie dunque per aver tirato fuori un documento e aver scritto il vostro nome o per aver messo qualche spicciolo in una cassetta pitturata con pennarelli,grazie per aver parlato con indignazione guardando delle foto appese e, infine grazie per esservi accorti che la situazione che viviamo raccoglie pienamente temi che riguardano la vostra città.
Vi confesso che l'entusiasmo non è mai mancato,nel montare un gazebo e nello smontarlo,abbiamo continuato a sorridere anche quando i giornali pubblicavano articoli che affievolivano le speranze,ma voi ''cittadini''come d'altronde altre persone dei paesi avete cancellato ogni attacco alla nostra manifestazione.
La nostra battaglia non finisce qui,non bastano gli entusiasmi per buttare giù un muro,questo era l'antipasto di una lunga cena a cui partecipano tutti,presto o tardi sarà l'ora di portare in tavola il dessert e di dimostrare che la nostra battaglia è guidata dal buon senso ma,ora bisogna concentrarsi nella preparazione della prima e della seconda portata.
giovedì 9 dicembre 2010
Qui non si combatte,si collabora.
Lettori di questo blog murato vorrei chiedere un secondo della vostra attenzione e di dedicare il vostro cervello alla questione collaborazione.
Lo scontento di promesse fatte da politici in passato ha regalato amare delusioni e nessuno si è mai dimostrato così attento alla questione per cui ci impegniamo,il muro ha sempre vinto,ha sbaragliato qualsiasi prospettiva di miglioramento,ha ostacolato la vostra vista verso un mare che vi spetta.
C'è una tristezza che vaga dietro a quest'opera di cemento,tutto diventa un luogo qualsiasi ma,davvero si tratta di una cosa così insormontabile?
Nessuno può dare una risposta concreta a questa domanda,il gruppo murati vivi non ha verità assolute e tantomeno pensa di avere la soluzione finale a questo dannoso problema.
Il gruppo si proietta verso un futuro,con proposte e idee che coinvolgono ogni persona che vive e respira aldilà del muro, quindi, perché non collaborare a creare tale prospettiva?
Faccio troppe domande, non sono uno psicologo,mi preoccupo solamente che da queste mie interrogazioni scatti qualcosa nella testa facendovi credere, per un millesimo di secondo, che non c'è da perdere niente nel dare un contributo per il vostro paese.
Lo sconforto è un brutto male,esso, annebbia la determinazione e la costanza nel procedere verso un obbiettivo comune di crescita e di sviluppo e, spesso dietro alla parola sconforto si intravede anche la parola ''accontentarsi'' e, quando si arriva a concepire tale rassegnazione,si perde.
Nessuno ha parlato di lotte e di scontri,il gruppo cerca solo di fare valere i propri diritti informando e svegliando le coscienze di tutte le generazioni,le persone anziane, per esempio ,sono fondamentali perché in loro è contenuta una memoria storica tramandata nel tempo e perdere questa memoria equivale a ritrovarsi senza un'identità.
I giovani e le generazioni di mezzo, d'altro canto, sono necessarie per portare avanti tale memoria ed è importante trovare il tempo e la curiosità di comporre un quadro storico che colloca Marola e i paesi vicini in un passato che li definisce luoghi di mare, non quartieri chiusi tra strade e mura.
Lo scontento di promesse fatte da politici in passato ha regalato amare delusioni e nessuno si è mai dimostrato così attento alla questione per cui ci impegniamo,il muro ha sempre vinto,ha sbaragliato qualsiasi prospettiva di miglioramento,ha ostacolato la vostra vista verso un mare che vi spetta.
C'è una tristezza che vaga dietro a quest'opera di cemento,tutto diventa un luogo qualsiasi ma,davvero si tratta di una cosa così insormontabile?
Nessuno può dare una risposta concreta a questa domanda,il gruppo murati vivi non ha verità assolute e tantomeno pensa di avere la soluzione finale a questo dannoso problema.
Il gruppo si proietta verso un futuro,con proposte e idee che coinvolgono ogni persona che vive e respira aldilà del muro, quindi, perché non collaborare a creare tale prospettiva?
Faccio troppe domande, non sono uno psicologo,mi preoccupo solamente che da queste mie interrogazioni scatti qualcosa nella testa facendovi credere, per un millesimo di secondo, che non c'è da perdere niente nel dare un contributo per il vostro paese.
Lo sconforto è un brutto male,esso, annebbia la determinazione e la costanza nel procedere verso un obbiettivo comune di crescita e di sviluppo e, spesso dietro alla parola sconforto si intravede anche la parola ''accontentarsi'' e, quando si arriva a concepire tale rassegnazione,si perde.
Nessuno ha parlato di lotte e di scontri,il gruppo cerca solo di fare valere i propri diritti informando e svegliando le coscienze di tutte le generazioni,le persone anziane, per esempio ,sono fondamentali perché in loro è contenuta una memoria storica tramandata nel tempo e perdere questa memoria equivale a ritrovarsi senza un'identità.
I giovani e le generazioni di mezzo, d'altro canto, sono necessarie per portare avanti tale memoria ed è importante trovare il tempo e la curiosità di comporre un quadro storico che colloca Marola e i paesi vicini in un passato che li definisce luoghi di mare, non quartieri chiusi tra strade e mura.
Anche questo è collaborare,noi riteniamo necessaria qualsiasi dimostrazione di attaccamento e appoggio per questi paesi che hanno dimenticato troppo.
Provate a immaginarvi se il vostro bicchiere di vino o la vostra passeggiata con il cane diventasse un piacere, potreste portare i vostri figli o nipoti a pescare a pochi passi da casa o vedervi con amici e parenti in una zona che vi appartiene e che non avete mai goduto;non è un guadagno per la vostra vita?Collaborare per tale piacere futuro non vi rende orgogliosi?
Non basta dire si,sarebbe bello,bisogna anche dimostrare di credere in questi piaceri sognati, è ora di essere più duri del muro che avete di fronte,non serve strafare,un contributo non viene calcolato o misurato,esso viene semplicemente accettato,i meriti in questo caso, vanno lasciati a chi un giorno potrà esprimersi o creare qualcosa in queste zone ,quelle persone che in quel futuro potranno usufruire di tale fortuna lo dovranno solo a un vostro attuale impegno.
Provate a immaginarvi se il vostro bicchiere di vino o la vostra passeggiata con il cane diventasse un piacere, potreste portare i vostri figli o nipoti a pescare a pochi passi da casa o vedervi con amici e parenti in una zona che vi appartiene e che non avete mai goduto;non è un guadagno per la vostra vita?Collaborare per tale piacere futuro non vi rende orgogliosi?
Non basta dire si,sarebbe bello,bisogna anche dimostrare di credere in questi piaceri sognati, è ora di essere più duri del muro che avete di fronte,non serve strafare,un contributo non viene calcolato o misurato,esso viene semplicemente accettato,i meriti in questo caso, vanno lasciati a chi un giorno potrà esprimersi o creare qualcosa in queste zone ,quelle persone che in quel futuro potranno usufruire di tale fortuna lo dovranno solo a un vostro attuale impegno.
Murati vivi,tengo a precisare, è un inizio,è un insieme di speranze che basano le loro convinzioni nell’amore e nell’attaccamento che ogni cittadino porta per i suoi angoli di strada e per i suoi paesaggi personali che intravede dalla finestra di casa,questo è importante,quanto trovare il tempo per dimostrare a se stessi che sentirsi inermi equivale a sputare sulle cose belle che il vostro paese vi regala.
Collaborate e partecipate per tutto questo.
Collaborate e partecipate per tutto questo.
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