Dopo un lungo periodo di inattività comunicativa, riparte il nostro blog. Se la nostra voce (o meglio la nostra penna digitale) si è fermata, non si è interrotta la nostra attività.
lunedì 17 giugno 2019
martedì 15 aprile 2014
Silenzi italiani e risposte d'oltremanica
Dove eravamo rimasti col plutonio/uranio imbarcato di notte sotto le case degli spezzini?
Ai silenzi delle istituzioni e dei loro rappresentanti ben stretti alle loro poltrone, a dichiarazioni della Casa Bianca (a cui si accoda timida anche l'italia) e al nostro piccolo e disperato tentativo di sapere qualcosa dalla società di trasporti navali nucleari.
Be', la Pacific Nuclear Transport Ltd ci ha risposto. Prima e meglio, ma ci voleva poco, delle nostre istituzioni.
Cosa si caricava a Spezia? Del MOX: una miscela di ossidi di uranio -naturale, impoverito, ma mai arricchito- e di plutonio. Una miscela balzata agli onori della cronoca per il reattore 3 di Fukushima, ritenuto il più pericoloso proprio perché impiegava il MOX, più radioattivo e tossico degli altri combustibili nucleari. Allo stesso tempo alla risposta sono allegate le dichiarazioni USA-Italia per "ulteriori informazioni su questo materiale", in cui però di MOX non c'è ombra. Anzi si parla di uranio altamente arricchito (HEU) e plutonio "separato", che sono cose ben diverse. Ci chiediamo inoltre come, dove e quando sia stato prodotto del MOX in Italia.
Ci saranno futuri carichi alla Spezia? Attualmente non ci sono contratti e quindi non sono previsti futuri imbarchi da parte della PNTL.
Che bisogna fare in caso di emergenza? La compagnia di trasporti ha piani per emergenze in mare, specialisti e una task force h24 per intervenire in caso di incidente. Non ha piani di intervento per aree popolate. Sappiamo che quelli sono italiani. E segreti anche adesso che il carico è partito. E chissà se sono di alto livello come quelli in mare della compagnia britannica. Ma con tutta questa segretezza, è lecito dubitarne.
Prima di richiedere al responsabile della comunicazione della PNTL di candidarsi a sindaco qui, ché sarebbe meglio dell'attuale, volevamo chiarire alcuni punti e abbiamo inviato (oggi alle 17.26 -ora italiana, tocca dirlo!-) una ulteriore richiesta di informazioni:
"Dear Mr Todd,
Thank you for your answer.
As you can easily guess, imprecise or unclear information can only increase our worry.
The first point remains unclear: the USA-Italy declaration is referring to the material only as HEU and "separated Plutonium", while you regard it as MOX. The definitions of HEU, separated Pu and MOX are far too different to be all compatible to define the same material.
The USA government fact sheet also explains that uranium will be downblended to reach LEU isotopic concetration level, in order to use it for "civilian purposes"; it seems very hard to believe that this process can be applied on uranium in the MOX fuel... In our opinion this is a misunderstanding or a heavy contradiction according to many points of view (nuclear engineering, nuclear physics, for instance) and we request to have about this a very clear further explanation.
So we have new requests about the nuclear material: we need to know how many MOX was handled in La Spezia (kg) and in which form (powder, pellets or other).
We are worried to know that INS/PNTL has no competence to manage an emergency situation involving populated areas.
In any case, we are interested to know the protection plan to limitate biological and health damages for your personnel too, in case of radioactive contamination on board. (decontamination procedures, personal contamination analysis and medical care, how to avoid or limitate body internal contamination, first treatment for contaminated people etc.)
We take note that at present aren't scheduled INS/PNTL shipments in La Spezia. We also request to know if your ships were operational in the past in La Spezia.
Please, take in consideration to process our new requests not only according to UK law but according to European Directive 2003/4 also, as private citizens and/or as an association.
Kind regards."
Ai silenzi delle istituzioni e dei loro rappresentanti ben stretti alle loro poltrone, a dichiarazioni della Casa Bianca (a cui si accoda timida anche l'italia) e al nostro piccolo e disperato tentativo di sapere qualcosa dalla società di trasporti navali nucleari.
Be', la Pacific Nuclear Transport Ltd ci ha risposto. Prima e meglio, ma ci voleva poco, delle nostre istituzioni.
Cosa si caricava a Spezia? Del MOX: una miscela di ossidi di uranio -naturale, impoverito, ma mai arricchito- e di plutonio. Una miscela balzata agli onori della cronoca per il reattore 3 di Fukushima, ritenuto il più pericoloso proprio perché impiegava il MOX, più radioattivo e tossico degli altri combustibili nucleari. Allo stesso tempo alla risposta sono allegate le dichiarazioni USA-Italia per "ulteriori informazioni su questo materiale", in cui però di MOX non c'è ombra. Anzi si parla di uranio altamente arricchito (HEU) e plutonio "separato", che sono cose ben diverse. Ci chiediamo inoltre come, dove e quando sia stato prodotto del MOX in Italia.Ci saranno futuri carichi alla Spezia? Attualmente non ci sono contratti e quindi non sono previsti futuri imbarchi da parte della PNTL.
Che bisogna fare in caso di emergenza? La compagnia di trasporti ha piani per emergenze in mare, specialisti e una task force h24 per intervenire in caso di incidente. Non ha piani di intervento per aree popolate. Sappiamo che quelli sono italiani. E segreti anche adesso che il carico è partito. E chissà se sono di alto livello come quelli in mare della compagnia britannica. Ma con tutta questa segretezza, è lecito dubitarne.
Prima di richiedere al responsabile della comunicazione della PNTL di candidarsi a sindaco qui, ché sarebbe meglio dell'attuale, volevamo chiarire alcuni punti e abbiamo inviato (oggi alle 17.26 -ora italiana, tocca dirlo!-) una ulteriore richiesta di informazioni:
______
"Dear Mr Todd,
Thank you for your answer.
As you can easily guess, imprecise or unclear information can only increase our worry.
The first point remains unclear: the USA-Italy declaration is referring to the material only as HEU and "separated Plutonium", while you regard it as MOX. The definitions of HEU, separated Pu and MOX are far too different to be all compatible to define the same material.
The USA government fact sheet also explains that uranium will be downblended to reach LEU isotopic concetration level, in order to use it for "civilian purposes"; it seems very hard to believe that this process can be applied on uranium in the MOX fuel... In our opinion this is a misunderstanding or a heavy contradiction according to many points of view (nuclear engineering, nuclear physics, for instance) and we request to have about this a very clear further explanation.
So we have new requests about the nuclear material: we need to know how many MOX was handled in La Spezia (kg) and in which form (powder, pellets or other).
We are worried to know that INS/PNTL has no competence to manage an emergency situation involving populated areas.
In any case, we are interested to know the protection plan to limitate biological and health damages for your personnel too, in case of radioactive contamination on board. (decontamination procedures, personal contamination analysis and medical care, how to avoid or limitate body internal contamination, first treatment for contaminated people etc.)
We take note that at present aren't scheduled INS/PNTL shipments in La Spezia. We also request to know if your ships were operational in the past in La Spezia.
Please, take in consideration to process our new requests not only according to UK law but according to European Directive 2003/4 also, as private citizens and/or as an association.
Kind regards."
lunedì 17 marzo 2014
Ministero del tanto al kg
Ambigua e dilettantesca la risposta del Ministero dell'Interno sulla vicenda della nave dei misteri che ha caricato o plutonio o uranio, o forse entrambi, all'interno dell'arsenale della Marina Militare alla Spezia, nella notte tra il 3 e il 4 marzo.
Non è accettabile da qualsivoglia istituzione un tale livello di elusione e amatorialità nelle risposte su temi così delicati come la sicurezza, le procedure d'emergenza e la trasparenza.
Assicurazioni generiche, da chi poi non fornisce nemmeno l'identificazione precisa del sito di provenienza del trasporto e la natura del materiale trasportato, non hanno credibilità.
Dove sono i dati sulle procedure d'emergenza da adottare, l'analisi, le simulazioni, i risultati delle esercitazioni (obbligatorie) che dovrebbero essere state fatte, e non in generale, ma sul modello specifico della distribuzione degli abitati, sui venti e la conformazione orografica del golfo della Spezia?
Quali scenari sono stati previsti?
Il concetto di sicurezza inverificabile, segreto e calato dall'alto fu già della Marina Militare con un piano d'emergenza che prevedeva poco più che una serie di infantili nomi in codice da dare agli abitanti morti -falci- o contaminati -fulmini-, in caso di incidente nucleare di un sottomarino straniero -mare lucente-.
Neanche fossimo bestiame.
Siamo di fronte ancora una volta a questo basso livello di considerazione? La "gestione dell'emergenza" prevede ancora una volta solo come contare morti e malati? Non ci stiamo ad essere tagliati fuori su decisioni che riguardano la nostra salute.
La fiducia verso le istituzioni, in una democrazia, non può essere cieca per definizione. Ma ora ci viene richiesto un atto di fede. Di cosa le istituzioni si rifiutano realmente di parlare? Cosa c'è di inconfessabile dietro a questo trasporto?
![]() |
| Un cask per trasporti nucleari. |
Ancora una volta poi si precisa che il "materiale fissile" non sarà per uso militare, ma è come dire che un carico di "polvere da sparo" è per uso civile.
Come cittadini abbiamo a questo punto il dovere di credere solo a ciò che viene dimostrato e non a blande rassicurazioni. E stiamo aspettando da ormai quasi due settimane.
venerdì 14 marzo 2014
La Spezia Arsenale 2062.
La premessa:
“La Spezia, anno 2062. Il giovane neo-governatore provinciale Liu Jin Dong, a seguito della dismissione definitiva dell’arsenale marittimo cittadino, finalmente ceduto alla cittadinanza dal Ministero dell’Attacco Italiano, richiede l’aiuto e la fantasia di creativi provenienti da tutto il mondo per riprogettare e rinnovare questa vasta area in disuso. Oramai gli stabili e i piazzali abbandonati sono infestati da piante e cespugli molto alti, mentre i relitti delle vecchie navi da guerra alla fonda arrugginiscono. Dopo la Grande Ripresa, dal mare provengono ormai molti immigrati e i turisti che affollano le strade della città non hanno più spazi dove soggiornare o farsi una bella cena a base di muscoli. Che fare quindi di questi vecchi edifici? Come ripopolare questa zona, più grande della città stessa, in maniera razionale ed ecologica? Questi gli interrogativi del politico italo-cinese, pressato dagli adolescenti vogliosi di farsi un tuffo sotto casa.”
Il risultato:
Siamo molto soddisfatti di come sia andata. All'iniziativa ha partecipato gente da tutto il mondo. Nei prossimi giorni vi faremo vedere i progetti selezionati (non vediamo l'ora!), e voi li potrete commentare e votare sui social network e su Nipmagazine che al concorso ha dedicato questo bellissimo articolo (lettura consigliata) e ci aiuterà a portare avanti questa piccola idea un po' folle ma decisamente interessante.
Non resta che attendere, restate su questi schermi.
Murati Vivi
mercoledì 12 marzo 2014
Help!
Precisiamo che non ci risulta affatto normale, né tranquillizzante,
essere costretti a rivolgerci a una compagnia privata straniera per cercare di
sapere cosa passa sotto le nostre case e come comportarci in caso
d'emergenza.
Ma sicuramente non possiamo attendere inerti di fronte al silenzio delle nostre istituzioni.
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From: Murati Vivi Marola
From: Murati Vivi Marola
Date: 2014-03-12 15:29 GMT+01:00
Subject: Nuclear material and PNTL ship in La Spezia (Italy) - Info request: kind of nuclear material and emergency procedures
Subject: Nuclear material and PNTL ship in La Spezia (Italy) - Info request: kind of nuclear material and emergency procedures
______
Some witnesses are also reporting personnel in NBC suits loading the ship with nuclear material, very close to buildings of the village named Marola, far only some one hundered yards from the port. Marola is populated by nearly two thousand people.
As you can easily guess, the above mentioned people are afraid of this dangerous type of activity, but they are far more worried of the complete lack of information.
Local civilian and military (navy) authorities refuse to provide any news relevant this transportation and relevant similar possible future transportation.
It appears quite clear that similar activity has already been scheduled for next months.
You surely agree with us: the material managed is very dangerous and its handling and transportation severely jeopardizes the health and even the life of a lot of people, in case of accident.
The prefecture of La Spezia has communicated that relevant data will be issued to the public only after an accident and/or an environment radioactive contamination take place. But without any prior public information about transportation and safety procedures, every emergency management can only result in a fiasco and, most likely, in a disaster.
The PNTL is perceived to agree with this unsatisfactory point of view and, as you can easily guess, the impact for the public image and perception of your company could be very deeply negative.
We believe that, either as an association or simply as citizens, we are entitled to know what happens next to home, to be informed how to protect ourselves in case of the worst possible scenario and how to get complete protection for our beloved ones, particularly the children.
Up to nowdays, as far as we are involved, it appears that, despite a technology high level and well trained personnel, it is impossible to get a 100% protection. About this, surely, no-one can disagree.
So we require to be precisely informed from you, instead of our useless civilian or military authorities, about the material handled, about your future shipping plan in La Spezia and safety procedure in case of accident.
Kind regards.
______
lunedì 10 marzo 2014
Ci riguarda: vogliamo sapere
Comunicato inviato ieri alla stampa locale, in risposta alle dichiarazione del sindaco della Spezia, Massimo Federici.
____
Le
dichiarazioni rese dal sindaco lasciano tutti noi molto perplessi ed ancora più
timorosi, poiché di fronte ad un trasporto di plutonio in mezzo alle case, una
frase del tipo "dovete stare tranquilli" risulta tremendamente
inquietante.
Siamo
spaventati dalla leggerezza con cui siamo stati privati del diritto di
proteggerci nel migliore dei modi, ad esempio dandoci la possibilità di
allontanarci: un livello di sicurezza totale, che nessuna tecnologia e nessun
personale addestrato potrà mai garantire.
Chiediamo che le procedure di simili trasporti
siano ben divulgate a tutta la cittadinanza e che soprattutto siano chiari i
rischi e le conseguenze di un incidente.
Il richiamo a tutte le emergenze
ambientali sul territorio del nostro golfo non può essere additato come il
tentativo poco serio di fare di tutta l’erba un fascio, quando è espressione di
grande timore e segnale di profonda sfiducia nei confronti della politica di
gestione del territorio.
E’ necessaria un’attenta fase di informazione,
responsabilizzazione e ascolto dei cittadini, non il silenzio e l’esclusione di
questi.
Poco
importa poi come "altre democrazie" trattano il nucleare. Ma poi
quali? La Francia
che metteva bombe sulle navi di Greenpeace? Gli Stati Uniti che hanno
contaminato intere riserve dei nativi con esperimenti e scorie? La Gran Bretagna che
provava le bombe nei territori aborigeni? Israele che sperimentava ordigni
insieme al Sudafrica dell'apartheid? Lasciamo al Sindaco la scelta del modello
"nuclear-democratico" fatto di soprusi che vorrebbe importare alla
Spezia.
Vogliamo
che il piano d'emergenza stilato dalla Prefettura sia reso pubblico nei minimi
dettagli, Spezia ha già vissuto l'esperienza del piano d'emergenza nucleare
della Marina Militare, segreto e del tutto insufficiente a gestirne una.
Inoltre
chiediamo le dimissioni del Sindaco, in quanto affermare che la segretezza sia
un valore democratico atto a garantire la sicurezza e, immediatamente dopo dire
che “mi preme poi sottolineare che non siamo negli anni settanta e
ottanta, quando presenze nucleari, ma di tipo bellico, pare interessassero
frequentemente per lunghi periodi il nostro golfo nel silenzio di tutti,
autorità comprese” è un
chiaro sintomo di totale mancanza di crediblità.
_____
venerdì 7 marzo 2014
Radiazioni e istituzioni
Le spaventose vicende di questi giorni relative al traffico di materiale nucleare nella città della Spezia mettono il luce gravi situazioni. Di seguito il comunicato inviato alla stampa locale, oggi alle 15.42:
___
L'arsenale militare è di fatto diventato più che mai un crocevia di materiali nocivi; dopo le risibili dichiarazioni dell'ammiraglio Toscano sulla situazione a Campo in Ferro, constatiamo la posizione pilatesca di fronte a trasporti ad alto rischio per la popolazione così come il fatto che la Marina abbia la smania di cacciare i Marolini dal porticciolo di S.Vito, ma abbia le porte ben aperte per traffici di materiale radioattivo altamente pericoloso. Le aree militari sono un evidente motivo di gravi pericoli per gli abitanti, devono essere volte al più presto ad un uso civile per assicurare a tutti maggiore tutela.
La prefettura si sta autodelegittimando: le dichiarazioni di oggi sono inaccettabili. Non si capisce se il concetto di "materiale fissile non irraggiato" tradisca più l'ignoranza di fisica o la paura di definire con precisione il carico. Si deve divulgare tutto e nei minimi dettagli, documenti alla mano perché non riponiamo alcuna fiducia nelle dichiarazioni non provate di chi espone in segreto la gente al rischio di contaminazione radioattiva. Deve essere chiara l'identità della nave[*], la sua destinazione e lo scopo dell'intera operazione. Affermazioni circa "l'uso civile" di materiale fissile sono poi da rigettare completamente.
Scandaloso nascondersi dietro a norme che la prefettura non illustra e che sono contrarie al buon senso: avvertire la popolazione solo dopo che sia stata contaminata non è sicurezza, ma follia. E se si tratta di plutonio, ricordiamo che è una contaminazione di fatto eterna.
Forlani farebbe bene a dimettersi ora, prima di affossare l'intera prefettura e con essa la credibilità delle istituzioni tutte.
____
[*] più recenti notizie sulla stampa locale la identificano come Pacific Egret, britannica.
giovedì 6 marzo 2014
Carnevale NBC
"Carnevale NBC", perché da noi a
carnevale si indossano costumi strani e si fanno sfilate di materiale detto NBC
(nucleare-batteriologico-chimico).
La Marina Militare,
come sempre, si smarca dagli eventi: loro hanno soltanto fornito l'appoggio
logistico, mezzi, moli. L'operazione non era della Marina. E quindi non era compito loro quello di preoccuparsi di avvisare la popolazione
di un carico pericoloso, né quello di dare spiegazioni di nessun tipo.
Sono lì per difenderci, in
teoria, ma quando c'è da farlo se ne lavano rapidamente le mani.
Ma questa negazione
di responsabilità ci dice altro: la notte di lunedì 3 sotto le case della
gente, tenuta all'oscuro, non è passato un carico di esplosivi convenzionali,
da sempre trasportati con disinvoltura e una dose richiesta di coraggio,
precauzioni e capacità alla portata perfino della Marina Militare spezzina.
Si tratta
indubbiamente d'altro, e le voci corrono: materiale chimico o nucleare, forse
Cesio 137, radioattivo e cancerogeno, addirittura si parla di Plutonio,
radioattivo e altamente tossico, o, forse peggio ancora, di armi chimiche.
Di gravissimo c'è che
si facciano certi trasporti a ridosso delle case. Di incredibilmente grave c'è
che nessuno sia stato avvisato: se qualcosa fosse andato storto, nulla - nulla! -
avrebbe potuto evitare la contaminazione di case e persone. E pensiamo che sia
diritto di chiunque decidere se affrontare un simile rischio, o proteggersi
oltre ogni possibile dubbio allontanandosi o allontanando i più piccoli. Siamo
stati costretti a vedere sfilare un carico simile senza avere la possibilità di
proteggere noi stessi o almeno i bambini. Quale malinteso senso di autorità ci
ha privato del diritto di decidere per la nostra salute e quella dei nostri
cari? Quale arroganza ci ha privato dell diritto di sapere cosa ci viene fatto
accadere attorno?
Fuori da ogni
concezione, poi, i silenzi omertosi delle istituzioni. Alla Marina ci siamo
abituati, ma spicca la new entry della prefettura, evidentemente informata nei
dettagli: dichiara che non dichiarerà nulla. Un ottimo modo per distruggere la
credibilità e l'affidabilità della prefettura da dentro, con quel pizzico di
ridicolo che non può mancare.
Il sindaco, invece, è
ormai noto per gli sbagli che capirà in ritardo, ma che non ammetterà. Pertanto
le aspettative corrispondono al quadro delle avvilenti dichiarazioni: non sa
nulla perché i sindaci vengono informati solo in caso di rischio per gli
abitanti. E quindi Federici deve aver dedotto al volo che non c'era nessun
rischio. Tra tre mesi, gli sarà chiaro l'inghippo.
Ma sono silenzi che
dicono di peggio: stanno zitti perché vogliono ripetere la bravata, oppure il
carico e il modo in cui è stato gestito hanno caratteristiche inconfessabili.
Ma ciò che è inconfessabile è anche incompatibile con le istituzioni.
Quindi o certa gente
si dimette - e al volo - o le stesse istituzioni imploderanno da dentro. Chi
potrà più relazionarsi seriamente con rappresentanti di omertà e non dello
Stato?
Nel contempo dovrà
venire fuori per chi e cosa si trasportava, con dovizia di dettagli e
documenti. Fondamentali i documenti. Perché ormai la fiducia è rotta. E l'unica
carta per recuperarla è solo la trasparenza, quella fatta bene, s'intende.
Questo sì che è un
vero carnevale, con maschere incredibili: il militare di marina che non c'entra
mai nulla ma collabora a traffici di scorie o chissà che, il prefetto con la
bocca cucita, il sindaco imbelle. Ce n'è abbastanza per il lancio turistico. E
non scordate la maschera antigas, ma col filtro giusto! Se no è inutile.
mercoledì 5 marzo 2014
Carichi di sospetti
Un chiacchiericcio incessante,
giornali andati a ruba, una borgata in subbuglio.
Ecco come si è ritrovata Marola
stamattina.
Naturale, verrebbe da dire, in quanto
la notte scorsa è stato avvistato un trasporto “sospetto” scortato da polizia e
carabinieri destinato all’interno della base militare, al molo Varicella, per
la precisione.
Il fatto che suscita scalpore è che da
quanto riferito dai pochi testimoni oculari, gli addetti al trasporto indossavano
tute e caschi di fattezze strane, come se il carico in qualche modo potesse
provocare danni alla salute dei trasportatori.
Allora la domanda che tutta la
popolazione si è posta è la seguente: cosa è stato trasportato, scaricato ed in
seguito caricato sulla nave che attendeva al molo Varicella?
Ma non solo: forti dubbi permangono
anche sull’identità della nave, che presentava una forte somiglianza, non solo
nella colorazione, con quella caricata di armi chimiche siriane (20 t di
iprite): la Ark Futura.
![]() |
| Ark Futura |
![]() |
| articolo di Sondra Coggio |
Legittimamente tutti ci siamo posti
dei dubbi sulla natura del trasporto e del trasportato; dubbi che scaturiscono
dalla paura che nella base navale della nostra città possa esistere un traffico
di armi chimiche e sostanze radioattive.
Se la cosa fosse vera, allora avremmo
un grosso problema.
Problema che non sussiste per le
autorità, sia civili che militari, che hanno fatto passare il tutto nel
silenzio più assoluto, come a significare che la sicurezza e la salute
pubbliche non siano di competenza dell’Amministrazione comunale, la quale è
garante della salute dei cittadini, e della Marina Militare, la quale è garante
della sicurezza.
La paura più grande è che questo
fatto, nel caso si trattasse realmente di quanto supposto da cittadini e
giornali, possa essere collegato ad altri “scandali” nostrani.
Come quello della Jolly Rosso.
Oppure quello del Moby Prince.
Restano comunque solo illazioni
scaturite dalla paura e dalla completa disinformazione.
Per questo è necessaria la dovuta
trasparenza da parte delle istituzioni locali; trasparenza che non c’è mai stata
finora.
Oggi è giunta l’ora
mercoledì 5 febbraio 2014
Saluti da Cardiff
Riportiamo l'articolo di CDS sulla delegazione che abbiamo inviato in osservazione a Cardiff ad imparare l'arte ed i segreti dello sfondamento.
La Spezia - Il rosso dei gallesi, l'azzurro degli italiani e l'arancione dei marolini. Una macchia orange al Millenium Stadium di Cardiff, capitale del Galles, in occasione del match di Sei Nazioni disputato lo scorso sabato, che ha visto l'Italia perdere di misura. Era quella di un gruppo di tifosi spezzini che sono volati nella piccola repubblica britannica per assistere all'esordio della massima competizione mondiale per nazioni di rugby. Con loro anche i vessilli dell'associazione marolina che si batte per liberare la borgata marinare dalle servitù militari e dai muri che la dividono dal mare.
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